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INSEDIAMENTO PRODUTTIVO VIA SANTA MARIA – VIA SANT’EUSEBIO (AMBITO DI TRASFORMAZIONE H)

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    Cologne, 7 maggio 2019

INSEDIAMENTO PRODUTTIVO VIA SANTA MARIA – VIA SANT’EUSEBIO

Poche righe per motivare la nostra scelta e per mettere a tacere voci e illazioni basate spesso su pregiudizi e sulla non conoscenza dei fatti. Cambiamo Cologne è per il dialogo ed il confronto, specie per un tema importante che può ovviamente sollevare dubbi da parte della popolazione che abita vicino all’area in questione.

PERCHÉ NON ALTROVE?

Partiamo da un dato di fatto. Nel territorio del Comune di Cologne non esistono aree edificabili di dimensioni sufficienti a permettere l’insediamento di un’attività produttiva di medie dimensioni.

Chi vi dovesse dire il contrario mentirà sapendo di mentire. Chi vi dirà che un’area per gli insediamenti produttivi c’è già e l’azienda si sarebbe dovuta collocare lì, mente ed è in mala fede. E’ un dato oggettivo che non vi siano aree edificabili nella zona al di sotto della linea ferroviaria. I campi che vedete sono, appunto, suolo agricolo non edificabile, naturalmente di proprietà privata.

Preso atto di ciò, dopo attente valutazioni, è emerso come l’area a ovest del Palazzetto dello Sport, tecnicamente definita “ambito di trasformazione H”, sia la sola area edificabile (peraltro da 10 anni) ad avere le caratteristiche necessarie ad ospitare un’impresa, non certo inquinante, ma – come nel caso della Ditta Mondini – un’attività che costituisce un’eccellenza sotto molti profili.

E allora perché non cogliere l’occasione per studiare una completa riqualificazione dell’intera zona, servendosi degli strumenti che la legge regionale offre alle amministrazioni comunali, avviando la procedura che consente al Comune di condurre e concertare con il privato la tipologia di intervento da realizzare, anche dal punto di vista architettonico?

A CHE PUNTO SIAMO?

Siamo nella fase embrionale dell’operazione. La procedura sopra accennata sarà interamente gestita dalla prossima amministrazione. Le parti private (azienda e proprietario dell’area) stanno concludendo accordi che esulano dalla competenza del comune.

COSA SUCCEDERÀ  AI RESIDENTI DELLA ZONA LIMITROFA?

Ai residenti non succederà proprio niente, se non l’opportunità di reperire più agevolmente nuovi spazi verdi, piste ciclabili e, nel prossimo futuro, nuove attrezzature di interesse pubblico, come la nuova caserma dei Carabinieri.

Condizione essenziale perché il nostro gruppo possa dare il proprio benestare alla realizzazione del citato intervento è che i futuri corpi di fabbrica siano collocati in modo tale da non interferire, in alcun modo, con il limitrofo insediamento residenziale e facendo in modo che tutte le aree poste intorno al palazzetto diventino pubbliche.

Allo stesso modo, non può esservi parere favorevole senza un intervento che garantisca specifiche mitigazioni ambientali e paesistiche e che, oltre a contraddistinguersi per l’elevata qualità architettonica, sia dotato una viabilità dedicata che non interferisca con la zona residenziale: è ridicolo anche solo pensare (purtroppo qualcuno non l’ha solo pensato, ma ha anche scientemente diffuso una simile preoccupazione tra i residenti!) che i mezzi da e per l’azienda possano transitare nella zona residenziale!  

COME VERRÀ VALORIZZATA L’AREA?

L’area non solo verrà valorizzata ma verrà completamente trasformata. Aree verdi, parcheggi, nuovo suolo per attività di pubblico interesse, come la nuova Caserma dei Carabinieri, piste ciclabili, una nuova viabilità sono solo alcuni degli interventi che potranno essere realizzati.

CHE PROBLEMI POTRANNO ESSERE RISOLTI IN QUELLA ZONA DEL PAESE?

Per rispondere a questa domanda basterebbe ricordare i più che noti problemi idrogeologici che interessano la zona, problemi che spesso si manifestano con improvvisi allagamenti; chi vuole fingere non esistano lo faccia pure.  Forse ancora più noti sono i problemi viabilistici che insistono su via Santa Maria e Via Sant’Eusebio, problemi che potranno finalmente trovare una definitiva risoluzione.

Vi è poi un aspetto che troppo spesso viene sottovalutato. Parliamo di una delle porte d’accesso al nostro paese, una porta che oggi si caratterizza per l’ingombrante presenza di strutture tutt’altro che gradevoli dal punto di vista estetico: una trafileria di vecchia concezione e una cascina in costante decadimento a fare da viatico ad una cattedrale nel nulla che è il palazzetto dello sport.

Crediamo che qualcosa di meglio si possa fare e che quella che si sta presentando possa essere una grande occasione.

IN FUTURO NON SI POTRANNO REALIZZARE ALTRE STRUTTURE SPORTIVE?

Partiamo da un presupposto. Stiamo parlando di un’area di proprietà privata e non certo di un’area pubblica. Sognare che il Comune, in un prossimo futuro, possa acquistare la citata area per costruire, non meglio precisate, strutture sportive è lecito, ma resta appunto un sogno.

I sogni li lasciamo a chi non ha altri argomenti da spendere.

Considerando che Cologne ha più palestre per i suoi plessi scolastici, un impianto calcistico di tutto rispetto -ove da ultimo stiamo realizzando il campo in sintetico- un mastodontico palazzetto dello sport, la nostra amministrazione non vede la necessità di realizzare altre strutture sportive durante il suo mandato.

Riteniamo che i colognesi abbiamo tutte le strutture necessarie e che il vero problema da considerare sia la corretta e costante manutenzione delle stesse, questione sconosciuta ai più, quantomeno a coloro che blaterano senza cognizione di causa di nuove strutture!

Nei cinque anni appena trascorsi abbiamo affrontato svariate problematiche legate alla mancata cura, anche nelle cose più essenziali, agli edifici pubblici in genere. Intendiamo continuare così: le strutture ci sono ed hanno bisogno di un importante lavoro di costante cura e manutenzione, lavoro che già di per sé è molto impegnativo e non sempre di facile realizzazione con le risorse disponibili.

CHE VANTAGGI NE AVRÀ LA COMUNITA’ COLOGNESE?

È chiaro che una simile operazione determina un grande vantaggio per un Comune, tanto dal punto di vista economico quanto dal punto di vista delle opere che vengono realizzate a beneficio della comunità.

Come non considerare poi la possibilità di acquisire a titolo gratuito parte del suolo, oggi privato, per renderlo idoneo ad ospitare attività di pubblico interesse?

Ma guardiamo oltre, siamo davvero convinti che l’interesse di un Comune sia agevolare il trasferimento altrove di un’attività d’eccellenza, non inquinante o in alcun modo disturbante, che occupa oltre 160 persone? Siamo davvero convinti che l’interesse della collettività sia perdere la possibilità di ottenere nuovi posti di lavoro?

Siamo convinti che chi si candida ad amministrare un Paese debba utilizzare parole chiare e non nascondersi dietro il fumoso politichese. Un’amministrazione che abbia a cuore lo sviluppo del proprio Comune, non può non garantire, naturalmente a ben precise condizioni, vicinanza e sostegno alle attività produttive, e più in generale a quei soggetti che creano lavoro, sviluppo e ricchezza.

COSA VERRÀ’ FATTO PER LA TUTELA AMBIENTALE?

Dovremmo innanzitutto chiederci cosa significhi tutelare il paesaggio. La tutela ambientale oggigiorno verte tanto sul tema visivo e percettivo, ma anche sul tema delle emissioni e dell’inquinamento. Ovviamente il possibile intervento dovrà tenere conto, non solo della zona paesaggistica presente nei pressi di via S. Maria, ma soprattutto migliorare a livello percettivo quanto oggi esistente: la trafileria e il Palazzetto dello Sport. Vederli sempre e darli per scontati li fa entrare nella visione comune, ma sono proprio questi i primi manufatti che necessitano di essere mascherati.

Se edificazione sarà, la stessa sarà di grande qualità architettonica e edilizia e su ciò vi sarà massimo rigore e la massima pretesa.

Non vi saranno problematiche visive, di inquinamento acustico e di coabitazione, non solo per i prossimi 5 anni, ma per le prossime generazioni.

Ti aspettiamo in piazza per visionare il nostro programma.

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